Valorizzazione del territorio

Lo sviluppo intravisto nel turismo sta ora stimolando la realizzazione, riorganizzazione e creazione di parchi, riserve, musei ed aree archeologiche. Per ottenere i migliori risultati le amministrazioni locali dovranno dotarsi di nuovi strumenti di pianificazione territoriale in cui, rispetto al passato, i beni culturali ed ambientali dovranno essere meglio tutelati e valorizzati al fine di poter costituire un'offerta turistica ed aumentare le possibilità occupazionali. Il perseguimento di uno sviluppo rurale ottenuto mediante la progettazione di itinerari e proposte di turismo rurale e culturale, diffuso e relazionale, potrebbe salvare dal danneggiamento e dal saccheggio almeno le risorse significative del territorio.

La mappatura e la schedatura dei beni territoriali potrebbe allora essere il primo passo di un processo programmato di sviluppo turistico capace di salvare il salvabile, attraverso differenziati gradi di tutela a seconda dell’importanza scientifica e turistica dei siti, per salvaguardare almeno quella percentuale di territorio che veramente conta avviandone il recupero magari grazie al coinvolgimento giovanile attraverso volontariato locale ed internazionale, iniziative di turismo utile come campi scuola (attività sul campo più formazione), campi di ricerca (partecipazione alla ricerca sul campo), campi di lavoro (vacanza in cambio di lavoro).

Lo schema dimostra come attraverso un processo di ricerca, individuazione, schedulazione e quindi di riprogettazione dei siti archeologici, proseguito o no dalla creazione di mostre temporanee e/o permanenti, rivitalizzatate da un'attività di animazione, si possa far rinascere le risorse del territorio.

Schema del contributo dell’archeologia allo sviluppo territoriale:

Dal 1999 il comune di Campobello di Licata e la locale sede dell'Archeoclub hanno avviato il progetto Kalat, un progetto di valorizzazione del territorio secondo i criteri di turismo sostenibile e culturale in modo da assecondare la riconversione economica in chiave turistica della Sicilia, che comporterà un nuovo tipo di progettazione territoriale che non potrà prescindere da una precisa individuazione delle valenze ambientali, culturali ed archeologiche degne di preservazione e valorizzazione.

Grazie all'attività del survey è stato ricognito oltre il'75% del territorio, individuando 149 nuove aree di interesse archeologico dell'età preistorica, greca, romana, bizantina e medioevale per creare nuovi itinerari di turismo culturale.

Il progetto Kalat inoltre dal 2000 ha avviato un'attività di recupero e valorizzazione della necropoli che si trova in contrada Iacopo Filippo, facendo ampio ricorso al volontariato locale, ma sopratutto a quello internazionale ed ha collaborato con l'Ufficio Tecnico comunale per la realizzazione del progetto esecutivo del Parco antico di Iachinu Filì ed allo sviluppo del Sistema dei Parchi previsto in variante al Piano Regolatore Generale.