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Il territorio

ll territorio di Campobello di Licata (Ag) confina con i territori di Naro a N e a NW, di Licata ad O e a S e di Ravanusa ad E.  Si tratta di un territorio tipicamente collinare, con quote massime sui 450 m e minime sui 30 m. 

Il territorio ricade nella fascia centro-meridionale dell'isola, una delle aree più secche  di tutta la regione. Il clima è contraddistinto da temperature miti, nei mesi freddi e abbastanza elevate nei mesi caldi. Le temperature del mese più freddo sono tra le meno rigide dell'isola, mentre quelle del mese più caldo sono tra le più elevate. Per quanto riguarda le precipitazioni, sono modeste in tutto l'anno (530 mm) e concentrate nei mesi autunnali ed invernali. 

I corsi d'acqua che attraversano il territorio sono di tipo torrentizio, con tracciati vari ed irregolari, con substrato argilloso dei letti e dei versanti e regimi molto irregolari, con forti piene in autunno ed in  inverno e con magre  estreme in estate. 

Il nome di Campobello di Licata fu per qualche tempo oggetto di discordanti interpretazioni, potendo derivare dalla traduzione per assonanza di "campus belli" (campo di battaglia) o da quella più corretta di "campus pulchrus" (campo bello, ameno, fertile). Un manoscritto rinvenuto a Palermo ha dimostrato che l'interpretazione corretta è la seconda "campus pulchrus". Campobello fu soprannominato di Licata perché il Comune venne ricavato proprio dal territorio di Licata.

La contrada di Iachinu Fili

Il "Parco Antico di Iachinu Filì" si trova nella Contrada Iacopo Filippo, una delle aree rurali più belle del territorio di Campobello di Licata a meno di cinque chilometri dal centro urbano in una posizione pressoché baricentrica rispetto al territorio comunale. L'area del "Parco antico di Iachinu Filì" è uno stretto costone calcareo con andamento Est/Ovest, esteso per circa 1,5 ha. prospiciente il torrente Iacopo Filippo. Nell'area sono state individuate numerose tombe dell'antica età del bronzo ed in particolare di età castellucciana, alcune delle quali riutilizzate durante la successiva frequentazione bizantina del sito. L'abitato castellucciano doveva probabilmente sorgere sulla prossima collina omonima, recentemente quasi completamente distrutta da uno sbancamento, caratterizzata da fianchi scoscesi e con un pianoro alla sommità. Ulteriori tracce di reperti archeologici, frammenti di ceramica castellucciana nello stile cosiddetto di Naro-Partanna, si individuano inoltre ai piedi del versante orientale del banco. In età medievale o post-medievale dovette infine sorgere il fabbricato rurale posto nella foto che costituisce un esempio tipico delle architetture rurali della zona. Nella zona di osservano inoltre varie colture tipiche (melograno, azzeruolo, carrubo, pistacchio, fichi, olivi, mandorli, salvia, rosmarino, fave, etc.).

Archeoclub di Campobello di Licata 2007