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Segesta
SINTESI STORICA
Dalla fondazione, l'ascesa di Segesta é continua fino al IV secolo, giungendo a manifestare la sua ricchezza con la costruzione dei templi extra urbani e attivando fin dal 480, in coincidenza con la crisi monetale selinuntina, una delle zecche più ricche della Sicilia almeno fino al 397. La monetazione segestana riprese ad essere intensa in età romana, fino all'età augustea. All'acme della sua potenza, nel V sec., giunse ad avere un ruolo di città inserita nella politica mediterranea di Atene e Cartagine, ed é in tale occasione che diventa oggetto di attenzione degli storici che la pongono a capo di un ethnos , definito "elimo".
Alleata prima di Atene fin dal 458/7, con uno stratagemma ne sollecitò quella spedizione in Sicilia del 415 aC. che poi si rivelò disastrosa per la città attica. Subito dopo la disfatta ateniese si consegnò a Cartagine, che nel 409 aC. distrusse la storica rivale Selinunte, il cui contrasto secolare con Segesta aveva caratterizzato le vicende della Sicilia occidentale già dalla metà del IV secolo. Il IV secolo e la prima metà del III, sono segnati da molteplici ribellioni al dominio cartaginese. Oltre ad una imprecisabile distruzione della città ad opera dei Cartaginesi, per quanto a noi noto un primo duro scontro fu quello con Dionigi nel 397, a cui seguì un altro nel 368 aC. Venne poi da vicino coinvolta nel conflitto del 335 con Timoleonte, risoltosi nella battaglia del fiume Krimisos (San Bartolomeo).
Distrutta da Agatocle a cui pure si era alleata nel 307, dopo esser passata con Pirro nel 278, fu finalmente con il passaggio ai Romani nel 260 aC. in occasione della prima guerra punica, che Segesta poté definitivamente riscattarsi dal dominio cartaginese. Fu allora città libera e immune ed ebbe assegnati vasti territori, tra cui forse, anche quello di Erice; ebbe così un nuovo periodo di prosperità almeno fino al I sec. dC. Dopo una minore e discontinua frequentazione dell'area in età alto medievale, Segesta conosce una ultima fase di occupazione in età normanno-sveva, attestata dai resti archeologici finora portati alla luce. Tali ritrovamenti documentano un esteso centro urbano abitato, almeno nelle ultime fasi, da quegli arabo-mussulmani ribelli al potere regio che vennero combattuti e sconfitti da Federico II. Nel 1442 la piccola chiesa votata a S. Leone a pochi passi dal teatro, fu fatta edificare da abitanti di Calatafimi. Nella metà del cinquecento, sarà Fazello a riscoprire Segesta; mentre il primo intervento accertato in età moderna é il restauro del tempio promosso nel 1781 da Ferdinando di Borbone.
Presenta monumenti archeologici di straordinario interesse e di grandissimo fascino: su un poggio, poco fuori dalla città sorge intatto un tempio dorico del V sec. a.C. che non essendo mai stato terminato ha permesso di comprendere alcune tecniche costruttive del tempo. Lo straordinario teatro di Segesta datato convenzionalmente al II sec. a.c., è invece uno dei più riusciti esempi di architettura teatrale e si affaccia sulla ampia vallata segestana. Essendo parzialmente scavato nella roccia, è un unicum tipologicamente collocabile tra il tipo greco a quello romano. Con cadenza biennale vi si svolgono delle rappresentazioni classiche promosse dall' A.P.T. Un grande Santuario in contrada Mango, del VI-V sec. a.C. si trova infondo alle spalle della collina della città antica, circondato da un grande temenos .
Grazie all'opera della locale Soprintendenza BBCCAA, dal 1988 si è avviata un'intensa fase di scavi che coinvolge contemporaneamente oltre quattro università, e che sta portando alla luce i resti di quella che fu uno dei centri più importanti della Sicilia antica. Da segnalare gli interventi sulle due cinte murarie, e lo scavo delle rovine della città medievale di Calatabarbaro sorta tra le rovine della città antica: la chiesetta triabsidata e il castello normanno, la moschea e il villaggio arabo. Nei pressi della città: Calatafimi , con le rovine del castello di S.Eufemio, il centro storico con le strette viuzze, le numerose chiese Calathamet , chiamato in età araba al Khamma = i bagni, è villaggio arabo e normanno con un grosso Palatium , sorto sulla cima di una collina alla cui base sgorgano acque termali, nei pressi di un centro romano.
Calatubo , oggi è una masseria fortificata di straordinaria suggestione paesaggistica, sorta sulla cima di una collina rocciosa, dove già era un piccolo centro medievale e indigeno.
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